LA VISITA - WEEKEND MERAVIGLIOSI A MORIMONDO...E NON SOLO!

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LA VISITA

Il movimento cistercense, nato con l’impegno di riportare la vita monastica alla piena adesione alla Regola benedettina, dettò un ritorno alla sobrietà nel canto e nella liturgia e riportò il lavoro manuale tra gli impegni quotidiani. Allo stesso modo anche l’architettura assunse caratteri semplici e funzionali, segni della povertà e dell’essenzialità della vita monastica tutta raccolta in Dio. Infatti, gli edifici sono sobri, le proporzioni, la luce e l’acustica fanno da naturale richiamo alle realtà spirituali, con un linguaggio simbolico utile alla riflessione e alla preghiera del monaco. Possiamo definire l’architettura cistercense un autentico libro sacro “scritto” nella pietra, ove gli elementi materiali (proporzioni, luce, acustica) rimandano insieme all’umanità e alla divinità del Cristo. La chiesa abbaziale stessa, nella sua tipologia cistercense a croce latina, richiama al Cristo Crocifisso: l’abside con una leggera asimmetria, dà il senso del suo capo reclinato sulla croce. Il coro nella sua posizione originale, davanti all’altare nella navata centrale, dà il senso di una cassa toracica, animata dalla preghiera dei monaci, quasi a simbolo di vero ossigeno per l’umanità. La navata laterale di sinistra, con gli archi gotici, si stringe di un metro nella distanza tra il transetto e la controfacciata, simboleggiando l’iconografia della sovrapposizione dei piedi di Gesù, inchiodati sulla Croce.


 
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